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 Video & Editing

 Prima parte, 08.10.2007

 

PREMESSA

Saluti a tutti, benvenuti  in questo angolino dedicato ad una delle passioni, la cui origine si perde nella notte dei tempi, e’ noto a tutti che la rappresentazione grafica, dei pensieri di ognuno di noi, di come vediamo la realtà, del nostro personale punto di vista, e la voglia di condividerla con gli altri, contemporanei e posteri, e’ sempre stata prerogativa dell’uomo di tutti i tempi, i mezzi per rendere possibile questo sono stati inventati ed adeguati in base all’epoca storica.

Si è passato dal pezzo di selce che scalfisce una dura parete di roccia, facendo rivivere per sempre, “scene di caccia” primitive, alle ultime diavolerie elettroniche che catturano le scene dalle situazioni più disparate,  in alta definizione (hd), e le ripongono in quelle piccolissime e sempre più capaci “schede di memoria”.

Detto questo, provate ad immaginare, quanto sta’ in mezzo alle predette situazioni temporali, mi riferisco, per esempio alla pittura, che ha narrato, per svariati secoli, il pensiero e la vita degli uomini in cammino sulla strada dell’evoluzione, la scultura, ed ancora, in tempi più recenti, la fotografia, ed in fine le immagini in movimento con la cinematografia.

Di quanti hanno messo in pratica quanto suesposto, personalmente mi sento molto vicino, non ai professionisti dei vari settori “artistici” ( perché,  é di pura arte che stiamo parlando), ma agli innumerevoli “dilettanti”, “amatori”, “ appassionati”, che per puro trasporto, si sono cimentati per dare sfogo al proprio estro creativo.

 

Certamente non posso divagare oltremodo sull’argomento, in quanto, in questo spazio, parlerò del video amatoriale dell’epoca digitale,  (la nostra epoca), e quindi espongo un’ ultimo pensiero legato al passato, che raggiunge quanti si affacciarono al video dilettantistico, armati di cinepresa, 

costosissime bobine di pellicola “ 8  m m ”, poi divenuta “ super 8 ” con l’avvento del sonoro,

 

         8 mm muto                            super 8 sonoro   

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i quali riprendevano, in condizioni di luce approssimative, la recita scolastica del proprio figlio, a tal proposito, ricordo mio padre, che creò i titoli di un filmato che mi vedeva protagonista, quando frequentavo la 1° o la 2° elementare, “sottraendo” ai miei giochi una lavagnetta con lettere magnetiche, le quali,  da un disordine apparente,  ad una ad una, raggiungevano la loro posizione definitiva,  formando le previste scritte. La tecnica usata viene detta “del passo uno” o “stop-motion” (ma lui non lo sapeva) e consiste nel filmare per pochi secondi piccoli movimenti,  effettuati manualmente,  del soggetto, in questo caso le letterine colorate, che a video finito sembrano muoversi di moto proprio.

Tale tecnica, di cui mi occuperò più avanti ha permesso la realizzazione di lungometraggi molto famosi come, per esempio “King Kong” del 1933, ed i recenti film d’animazione  “Galline in fuga” e “La sposa cadavere”.

                                            

Non dimenticherò mai, anche, l’ansia che scaturiva dall’attesa che le pellicole tornassero dai pochissimi laboratori specializzati in grado di sviluppare il film impressionato racchiuso in piccole cartucce gialle di marca “KODAK”, della durata di circa 15 minuti ciascuna, e come,  dopo averle visionate col proiettore “ROYAL “ ci si accingeva al loro montaggio, con l’apposita macchinetta e i relativi adesivi.

 

Casella di testo: Cenni storici sul filmato amatoriale
 


 

 

 

Casella di testo: Nei primi degli anni venti, possiamo affermare,che la Kodak inventa il film amatoriale. L’azienda, produce agli inizi una pellicola di 16mm quindi commercializza la prima cinepresa a 16mm e il primo proiettore domestico a 16mm. In breve tempo si diffondono in tutto il mondo i laboratori Kodak per lo sviluppo. Nel finire degli anni venti si affaccia sul mercato la prima pellicola 16mm a colori e agli albori degli anni trenta Kodak commercializza la prima pellicola a 8mm. Ma la vera "rivoluzione" avviene nel 32 quando l'azienda americana lancia sul mercato la pellicola a 8mm e le attrezzature dedicate, per la ripresa e la proiezione del filmato. Il "cinema familiare" ha conquistato tutti, a tal punto che il 22 novembre 1963 l'assassinio di J. F. Kennedy venne ripreso da un cineamatore con cinepresa 8 mm. Due anni dopo,arriva il Super8. Cambia la forma della pellicola: è sempre di 8mm, ma la perforazione è più piccola, lascia spazio ad un fotogramma più grande e successivamente a due bande magnetiche per il sonoro. L'aspetto pratico del Super8 è la cartuccia di plastica che protegge dalla luce la pellicola durante le operazioni di inserimento e disinserimento. 
     
 
 
   

 

 

 

 

 

 

                                                                                          Rosario Mavilla

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